Siamo tutti venditori

Saper vendere non è una capacità di un’elite ristretta di grandi uomini devoti al commercio, tutti sappiamo vendere e lo facciamo tutti i giorni, molto spesso inconsapevolmente.

Siamo tutti venditori…anche un cane, una giraffa ed una zebra vestiti da uomini d’affari!

Hai mai notato che tutti i giorni vendi qualcosa? Posso assicurarti che, seppure sei una persona che si ritiene assolutamente non adatta alla vendita per qualsiasi motivo, ogni mattina prepari il tuo sorriso migliore per portare a casa una qualche trattativa.

Molto spesso associamo la parola vendere allo scambio di beni materiali ma questa valutazione è troppo riduttiva e superficiale. Nel corso dell’articolo capirai per quale motivo ho intitolato il post “SIAMO TUTTI VENDITORI”, vorrei però farti riflettere sulla seguente domanda:

Secondo te, qual è il prodotto più venduto, scambiato, al mondo?

Vendiamo per trarne un vantaggio personale

Abbiamo detto che ogni giorno ci barcameniamo nell’arte della vendita ma per quale motivo? Semplice, per trarne, in qualche modo, un vantaggio personale!

Molte delle azioni che compiamo puntano a proporre qualcosa al nostro interlocutore.

Facciamo un esempio pratico analizzando un’ipotetica giornata tipo di un impiegato in un ufficio privato:

Dopo la sveglia il nostro eroe, nerd informatico introverso che interloquisce soltanto tramite righe di codice, inizierà a prepararsi per andare a lavoro, beh, in questo momento sta mettendo a lucido la sua persona affinché possa essere apprezzata (Quindi in qualche modo venduta) alle persone che incontrerà durante la giornata.

Arrivato in ufficio inizierà il suo lavoro e durante le riunioni lavorerà per far accettare la propria opinione o il suo punto di vista, in presenza del suo capo proverà a vendere la propria professionalità o le proprie competenze ed alla macchina del caffè, durante la pausa, proverà a vendere il proprio sorriso da maschio alfa per far colpo sulla graziosa collega dell’ufficio marketing.

Finito il lavoro andrà a giocare a calcetto con gli amici e li dovrà vendere la propria bravura per farsi passare il pallone altrimenti c’è il rischio che la prossima partita non lo chiamino nemmeno come porta borracce.

Come visto, quindi, siamo costretti a vendere tutti i giorni qualcosa in molti aspetti della nostra quotidianità.

Siamo tutti venditori anche a lavoro?

Abbiamo visto la giornata tipo di un classico venditore inconsapevole, adesso vorrei porre la tua attenzione sul mondo del lavoro.

Prendiamo alcuni esempi riguardanti occupazioni che in un primo momento possono sembrare ben lontane dal campo della vendita e valutiamo se la mia teoria del “SIAMO TUTTI VENDITORI” è valida anche in ambito lavorativo. Di seguito i lavori che analizzeremo:

  • Politico
  • Diplomatico
  • Medico
  • Netturbino

Politico
Il politico, sfoggiando un falso sorriso, un bel vestito ed un carisma da primo della classe non fa altro che provare a vendere l’ideologia del proprio partito e far accettare le richieste di chi lo supporta.

Diplomatico
In un salone d’onore, vicino alla bandiera del proprio paese, davanti ad un gruppo di fotografi scalpitanti, il Diplomatico si impegna a vendere la propria Nazione, gli aspetti positivi, quanto fatto di buono nella storia, quanto si sta costruendo per il futuro e quanti vantaggi ci sarebbero stringendo un’alleanza con il paese che sta incontrando.

Medico
L’abbiamo visto con ER prima e con Grey’s Anatomy poi, il medico è spinto nella sua attività lavorativa dall’accettazione della missione di aiutare il prossimo. Aiutare le persone in difficoltà è senza dubbio il primo pensiero di ogni figura che opera nella sanità ma comunque, già solo per essere assunto o trovare un contratto di collaborazione, il medico deve vendere le proprie competenze acquisite in anni ed anni di studio e praticantato.

Netturbino
Il netturbino che ogni notte ci sveglia sbattendo i bidoni e lasciando lo stereo a palla nel camion, vende il bene più “scambiato” al mondo.

Prima vi ho chiesto di riflettere su quale fosse tale bene, l’avete individuato? Beh, sono certo che l’avete indovinato altrimenti non sareste miei lettori: il netturbino scambia il proprio tempo (Ed anche il proprio sonno 😛)

Piccola riflessione, si dice che quello della meretrice sia il lavoro più antico del mondo….secondo la mia teoria questo è errato in quanto la Signora in primis vende, vende le sue attenzioni ai propri clienti.

Pertanto posso affermare che il lavoro più antico del mondo sia vendere!

Sapere di vendere per saper vendere

Essere consapevoli che in molte circostanze della nostra esistenza ci troviamo nel bel mezzo di una trattativa ci aiuterà a prepararci ad affrontare nel modo migliore la situazione. Senza una buona preparazione preventiva qualsiasi negoziazione diventa difficile da chiudere positivamente.

Focalizzare bene cosa si sta offrendo e cosa si vuole ottenere è il primo passo verso la chiusura positiva dello scambio.

Sia che vendiamo la nostra persona, le nostre competenze, la nostra esperienza oppure semplicemente il nostro tempo è utile riflettere su quale vantaggio si vuole ottenere prima di iniziare a contrattare.

Sapersi vendere durante i colloqui di lavoro

Come hai facilmente intuito un colloquio di lavoro non è altro che un momento nel quale il candidato si impegna a vendere la propria candidatura all’acquirente per ottenere l’incarico.

Come detto, comprendere cosa si vende e per quale motivo è il primo passo verso il successo. Se inizi ad analizzare, quindi, la trattativa del tuo prossimo colloquio di lavoro capirai che dovrai fare attenzione ai seguenti punti:

  • Cosa cerca l’acquirente (Chi offre il lavoro)? Competenze? Esperienza? Tempo?
  • Sono in grado di offrire quanto richiesto dal compratore?

Se pensi di essere quello che il cliente cerca, fai in modo di incartare la tua persona con il fiocco più bello possibile ed offrigliela nel modo più fantasmagorico che riesci ad immaginare!

La trattativa, quindi, partirà dal primo incontro con il potenziale datore di lavoro, proseguirà con la stretta di mano fino al come siederai al tavolo, come ti porrai, come risponderai e così via. Mi capita spesso di fare colloqui ed incontrare candidati che nemmeno riescono a sedersi bene sulla sedia, masticano nervosamente una chewing gum (al punto da fare innervosire anche me!) sospirano e sbuffano e non sono assolutamente presenti nel dialogo che stiamo avendo ma si limitano a rispondere con degli sterili si o no.

Purtroppo questo è l’atteggiamento peggiore per portare avanti una trattativa per un posto di lavoro. Piuttosto prova ad affrontare il colloquio in modo proattivo, rispondi onestamente alla domande che ti vengono rivolte senza aver paura di sbagliare (Tutti sbagliano), fai trasparire la tua energia, l’entusiasmo e la voglia di acquisire il nuovo incarico. Credimi è più probabile che venga assunta una persona con meno esperienza ma entusiasta del lavoro offerto anziché un super esperto svogliato e poco volenteroso (Morto dentro!).

Riprenderò in altri articoli l’aspetto dei colloqui di lavoro ma penso che un rapido excursus poteva essere interessante.

Conclusioni

Hai capito che vendi continuamente? Ne hai preso coscienza?

Bene, lì fuori c’è un mondo che aspetta di “q all’acquirente” la parte migliore di te.

Lo scopo di questo articolo non è quello di invogliarti a costruire una versione di te artefatta e studiata a tavolino, ma quella di farti prendere coscienza che la vita è una trattativa aperta nel quale c’è sempre qualcuno che chiede qualcosa ed un altro che è in grado di offrigliela traendone un vantaggio. Sia che tu sia da una parte o dall’altra affronta la negoziazione con pianificazione e consapevolezza.

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Antonio Cuomo

Il mio nome è Antonio, 35 anni, marito, papà, figlio, imprenditore, agente di commercio, Cristiano, curioso come George, multipotenziale, entusiasta della vita.

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